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Europa
a cura di Fabio Radaelli (ETAss)
Un numero unico per rispondere alle
emergenze dei cittadini Ue
Il 112, numero unico per le situazioni di emergenza, esiste dal 1991, ma ancora oggi non tutti lo conoscono. Colpa soprattutto dei ritardi nell’attuazione registrati in molti Stati dell’Unione e di campagne comunicative troppo “timide”. Negli ultimi tempi però l’attuazione del numero unico sembra avere ricevuto un nuovo impulso grazie all’importanza che gli ha attribuito la Commissaria alla Società dell’informazione Viviane Reding.
Uno dei segreti meglio custoditi d'Europa
Forse non tutti sanno che nel caso si verifichi un’emergenza, un cittadino europeo o un turista in viaggio in uno Stato UE, in qualsiasi località si trovi, può chiamare i soccorsi digitando il 112. Questo importantissimo strumento è stato istituito dalla Commissione UE nel 1991: tuttavia, nonostante siano trascorsi già 14 anni, non solo l’operatività non è ancora completa, ma l’esistenza stessa del servizio è poco conosciuta, specie in Italia. Se in alcuni Paesi Europei infatti il numero unico è attivo (Paesi Nordici, ma anche Portogallo), in Italia siamo ancora lontani dall’obiettivo. Nelle intenzioni della Commissione, il 112 rappresenta un modo concreto per abbattere gli ostacoli alla mobilità e facilitare l’integrazione UE. Pensate alle difficoltà che incontra un turista quando si trova, come in Italia, di fronte a una molteplicità di numeri a seconda delle diverse emergenze: il 112 per i Carabinieri, il 113 per la Polizia, il 118 per le emergenze mediche, ecc. Il cittadino straniero, per fronteggiare l’emergenza, deve prima capire chi chiamare, e, successivamente spiegarsi, sotto stress, in una lingua diversa.Come funziona il numero unico
In realtà l’obiettivo del 112 non è sostituire i numeri nazionali, che possono continuare ad esistere, ma fare in modo che a chi viaggia in uno Stato UE basti memorizzare un solo numero per avere la certezza di trovare assistenza. Con il numero unico, le chiamate arrivano a un “centralino” che, compreso il tipo di problema, lo segnala alla struttura o alle strutture di soccorso. Questa procedura facilita i turisti e gli stranieri: gli operatori infatti dovranno saper rispondere non solo nella lingua nazionale, ma anche in una o più lingue comunitarie. Inoltre il centralino potrà localizzare la provenienza della chiamata (qualora sia effettuata da un cellulare) e superare così anche la scarsa conoscenza geografica della zona di riferimento. Il numero, completamente gratuito, rappresenterà un grande aiuto anche per i cittadini della stessa nazione che chiamano il 112 perché hanno perso l’orientamento in montagna o in zone estreme. Il raggiungimento dell’obiettivo in Italia è tuttavia ancora lontano: si parla da tempo di una sperimentazione che finalmente dovrebbe partire nel primo semestre del 2006 e coinvolgere le province di Salerno, Catanzaro e Palermo.Non solo 112: il servizio ecall
Uno degli obiettivi del Commissario Europeo Reding è l’integrazione del numero unico con le azioni di eSafety volte a promuovere l'uso delle tecnologie per migliorare la sicurezza sulle strade. L’azione congiunta del numero unico con le tecnologie della società dell’informazione porterà alla nascita dell’eCall, un dispositivo per la chiamata di emergenza posto a bordo delle automobili. Il sistema, che dovrebbe entrare a regime dal 2009, potrebbe salvare circa 2.500 vite all’anno, grazie alla riduzione dei tempi di intervento: studi di settore hanno dimostrato, infatti, che la prima ora dopo l’incidente è decisiva per evitare pericoli di morte. Come funziona l’eCall? Dopo un incidente, un sensore automatico presente nel veicolo invia un messaggio alla stazione del 112 competente, trasmettendo immediatamente un elenco di informazioni già predefinite (Minimum Data Set): l'esatta collocazione temporale della chiamata (data, ora e minuti), la localizzazione e il tipo veicolo (marca, modello, colore ed eventuali merci pericolose trasportate), l’indicazione di quali sensori sono stati attivati (tipo di urto frontale, ribaltamento,ecc.). La chiamata avviene anche in modo automatico.Risorse on line
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9 dicembre 2005

