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Concorsi


a cura di Anna Calligaris

Guida al lavoro nel pubblico impiego.
Le caratteristiche del lavoro nella PA

Il pubblico impiego identifica quei lavoratori che sono alle dipendenze d'enti statali, regionali, provinciali, comunali e della Sanità.
Questa prima affermazione sembra quasi ovvia, ma è utile iniziare chiarendo la caratteristica precipua che contraddistingue questa particolare categoria di lavoratori.
Definiamo le caratteristiche dell'attività dell'impiego pubblico:

Le caratteristiche del Pubblico Impiego
Non esiste un 'titolare' dell'azienda: a differenza delle imprese private qui non esiste un soggetto che possa essere definito "padrone", bensì esiste un'entità astratta che è la persona giuridica pubblica. Ciò vuole significare che l'unico vero titolare è l'intera comunità, che però non può agire direttamente. Non esiste la finalità del profitto: la PA non è un soggetto che svolge attività tesa al lucro, poiché lo scopo è di soddisfare i bisogni della comunità attraverso la fornitura di servizi economicamente di difficile valutazione. Le mansioni e le posizioni professionali sono codificate in maniera molto dettagliata. I livelli di autonomia decisionale sono bassi poiché esiste un'organizzazione gerarchica e una programmazione legislativa che deve venire seguita e attuata. Una maggior sicurezza, sebbene stia scemando sempre più, del posto di lavoro rispetto al settore privato. Un codice di comportamento uguale per tutti che detta le regole della condotta dei pubblici dipendenti (circolare del ministero della Funzione pubblica 2198/2001 del 12/07/2001 denominata Norme sul comportamento dei dipendenti delle PA, in attuazione del decreto del 28/11/2000).
L'accesso al posto di lavoro
Le strade per accedere ad un impiego pubblico sono tre: Modalità concorsuale: è la principale e la più utilizzata Modalità della chiamata diretta: utilizzata per le categorie protette Modalità dell'avviamento delle liste di collocamento: per qualifiche e profili di livello inferiore. Nella PA è possibile essere assunti con contratti: Tempo indeterminato Tempo determinato Part-time Job-sharing (lavoro in coppia: caratterizzato dalla flessibilità del tempo lavorativo e della condivisione, con responsabilità solidale, da parte di due o più dipendenti del medesimo rapporto di lavoro subordinato. Il totale delle ore svolte dai dipendenti deve corrispondere alle ore di un posto a tempo pieno. Contratto formazione e lavoro (dal decreto 80/98 viene applicata la disciplina privatistica) Contratto di lavoro temporaneo
Trattamento retributivo
Il trattamento economico, che indica il complesso dei diritti patrimoniali strettamente economici dei dipendenti, viene definito in maniera contrattuale. Ovviamente il campo di operatività dell'autonomia negoziale non potrà essere infinito, poiché esso deve rientrare nell'ottica delle aree macroeconomiche dell'intera contabilità statale. È composto da elementi fissi: Stipendio tabellare Tredicesima mensilità Quota per aggiunta di famiglia Indennità integrativa speciale (bloccata al 31-12-1991) E da elementi accessori: Indennità di amministrazione Fondo unico di amministrazione Compenso per lavoro straordinario Indennità di missione Indennità varie (specifiche della qualifica professionale) Questo è ciò che è stabilito in linea di massima, ma nulla tolga che possa essere derogata in sede di accordo contrattuale. Infatti, il vecchio contratto ministeriale 1998-2001 prevedeva una struttura della retribuzione composta da: Stipendio tabella Retribuzione di anzianità Indennità integrativa speciale Indennità di amministrazione Compensi relativi al fondo amministrazione Compensi per lavoro straordinario Altre indennità specifiche
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26 gennaio 2006

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