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Orientamento


a cura di Fabio Radaelli (ETAss)

Gestore di bed and breakfast.. in casa!
una nuova professione in sviluppo

Nonostante il numero dei B&B presenti nel nostro Paese (circa 5000) sia decisamente inferiore a quello della Francia o dell’Inghilterra, sono in aumento gli italiani che decidono di aprire la propria casa a turisti. Una possibilità che affonda le sue radici nel passaggio dal turismo di massa ad una dimensione del viaggio più attenta alle esigenze del singolo e rispettosa delle differenze territoriali.
B&B in Europa
E’ facile, vantaggioso da un punto di vista economico e la concorrenza non è ancora delle più agguerrite. Tutte buone ragioni per aprire un Bed and Breakfast. Altrove in Europa la scelta di adibire una o più stanze per ospitare turisti è una tradizione ben consolidata: basta trascorrere qualche settimana in Inghilterra, in Francia o in Germania per vedere spesso fuori dalle abitazioni, nelle grandi città come nei piccoli centri, indicazioni a riguardo. In Italia questo tipo di strutture è sembrato lungamente inadeguato a reggere l’urto di un turismo di massa proveniente non solo dall’interno, ma soprattutto dall’estero. Nell’ultimo decennio però la diffusione di un turismo più personalizzato, di qualità, interessato anche ai piccoli centri dell’entroterra, alle tradizioni locali e a monumenti meno conosciuti ha favorito la diffusione dei B&B non solo per integrare le grandi strutture alberghiere. Le motivazioni che spingono ad affittare una stanza con colazione inclusa sono delle più varie: desiderio di arrotondare le entrate, voglia di conoscere persone, disponibilità di locali vuoti o la scelta di avviare una vera e propria attività imprenditoriale.
B&B in Italia: diffusione e normativa
Secondo l’Osservatorio Nazionale, in Italia i B&B sono circa 5000, di cui la maggior parte è concentrata nel Lazio ed in particolare a Roma; seguono Veneto ed Emila-Romagna. Aprire una struttura di questo tipo è relativamente semplice; le leggi di riferimento variano da regione a regione sulla base però di linee guida condivise. Innanzitutto le dimensioni: le stanze utilizzate per accogliere gli ospiti, nella maggior parte delle regioni, non possono essere superiori a tre, altrimenti si passa nella categoria affittacamere. Non è fondamentale che ogni stanza abbia un proprio bagno, ma deve essercene almeno uno a norma nella struttura. Le singole devono avere una superficie di almeno 8 mq, le doppie di 14 mq. La richiesta di apertura va fatta presso l’ufficio turistico del comune di residenza, indicando i prezzi che si intendono praticare: in genere le tariffe variano tra i 15 ed i 100 euro a notte. Per avviare un B&B non è necessario aprire la partita IVA, né iscriversi alla Camera di Commercio; avere la partita IVA però consente di allargare la clientela anche a chi viaggia per lavoro e necessita della fattura.
Come avere successo
Le principali motivazioni che spingono un turista verso la formula del B&B sono di tipo economico - in genere è una formula meno costosa rispetto all’albergo, specie nelle grandi città – ma non solo: molto importante nella scelta è anche l’ambiente familiare, la possibilità di venire a contatto direttamente con la cultura e la quotidianità del Paese ospitante. Per questo è fondamentale essere affabili ed ospitare con il sorriso, mostrandosi attenti alle esigenze dell’ospite. Spesso il viaggiatore si aspetta di trovare in un B&B delle informazioni supplementari rispetto a quelle presenti nelle guide: consigli sui ristoranti dove cenare a prezzi modici, sui mezzi di trasporto urbani più comodi, sul momento migliore per visitare un museo o sulla localizzazione del cinema più vicino. Per rispondere al meglio alle esigenze degli ospiti la conoscenza delle lingue e delle tradizioni di altri Paesi può essere d’aiuto: secondo l’Osservatorio Nazionale, il 68% degli ospitanti parla correttamente l’Inglese ed il 45% il Francese. La percentuale (anche se superiore alla media nazionale) diminuisce per il tedesco e lo spagnolo.
Uno spazio per crescere
Il B&B in Italia si presenta oggi come una realtà in rapida diffusione, ma ancora molto frammentata. La regolamentazione regionale crea infatti forti differenze e il rischio è quello che i soggetti interessati si muovano senza una vera omogeneità. Basti pensare alla colazione: come ha rilevato una recente indagine del Touring Club (Giugno 2003) in alcune regioni si fa esplicita richiesta ai gerenti di fornire solo cibi confezionati, in altre invece di affidarsi almeno per il 70% (è il caso delle Marche) a prodotti di origine locale. Ma se queste differenze sono superabili, la mancanza di un marchio distintivo e di parametri condivisi di valutazione nuocciono all’accreditamento del fenomeno presso il largo pubblico. In particolare chi risente maggiormente della frammentazione dell’offerta è il turista straniero: in Italia non esiste infatti un database unico che riporti tutte le possibilità di soggiorno in un B&B offerte nel territorio nazionale.
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13 gennaio 2004

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