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Concorsi pubblici: nuove modalità stabilite dal Decreto Rilancio, ecco come cambiano le prove

Prove scritte in sedi decentrate, orali in videoconferenza, termini di candidatura ridotti a 15 giorni e domande solo online. La sperimentazione si concluderà entro il 31 dicembre. Se la misura avrà successo potrebbe essere confermata anche in seguito.
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Semplificazione, velocizzazione, riduzione dei costi diretti ed indiretti della burocrazia: l’emergenza sanitaria ha reso urgente, anzi indifferibile, l’adozione di provvedimenti per rendere competitivo il sistema paese. Il Governo sta lavorando ad un robusto carnet di riforme, alcuni dossier sono però già stati tradotti in pratica, uno di questi riguarda le modalità di convocazione e svolgimento dei concorsi pubblici.

Con il Decreto Rilancio del 19 maggio scorso (Decreto legge n. 34) sono state introdotte novità sostanziali che resteranno in vigore, in forma sperimentale, fino al prossimo 31 dicembre.

Il dispositivo che ha stabilito la ripresa dei Concorsi pubblici dopo il periodo di lock down, ha previsto anche alcune significative semplificazioni in merito all’assunzione di personale non dirigenziale, in altre parole specifiche misure per l’accelerazione dei concorsi mediante il decentramento e la digitalizzazione delle procedure.

Come cambia lo svolgimento dei concorsi

Analizzando in dettaglio la disciplina si notano due blocchi di disposizioni: il primo blocco è dedicato alle procedure concorsuali della Commissione RIPAM (artt. 247 e 248); il secondo, rivolto a disciplinare le procedure delle pubbliche amministrazioni in generale (art. 249).

Ricordiamo che la Commissione RIPAM e il Formez da tempo gestiscono i concorsi delle Amministrazioni centrali dello Stato (da ultimo il Concorso Unico funzionari amministrativi per 2.133 unità di personale a tempo indeterminato, il cui bando è aperto fino al 15 luglio 2020). RIPAM però ha un ruolo crescente nella gestione dei concorsi di molte altre Amministrazioni pubbliche.

L’art. 247 prevede che le sedi di svolgimento delle prove concorsuali saranno individuate sulla base della provenienza geografica dei candidati, quindi i concorsi indetti dalle amministrazioni centrali saranno delocalizzati, con prove d’esame svolte contemporaneamente in più sedi sul territorio nazionale, luoghi individuati dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’aiuto dei prefetti con competenza territoriale.

Le prove orali saranno invece svolte in videoconferenza facendo comunque in modo che tali prove siano pubbliche.

L’articolo si occupa anche della presentazione delle domande che dovranno essere formalizzare entro 15 giorni dalla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale, anziché entro i canonici trenta ed esclusivamente tramite modalità telematica. Ogni candidato dovrà dunque essere in possesso di PEC personale (Posta elettronica certificata) e delle credenziali SPID.

Infine il requisito di accesso alle qualifiche e ai profili professionali del personale reclutato secondo le nuove modalità sperimentali è individuato esclusivamente in base al titolo di studio definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

L’accelerazione voluta dal legislatore riguarda l’intera procedura, per cui anche i lavori delle commissioni esaminatrici e delle sottocommissioni potranno svolgersi «in modalità telematica, garantendo comunque la sicurezza e la tracciabilità delle comunicazioni».

La commissione esaminatrice comunicherà i risultati delle prove ai candidati all’esito di ogni sessione di concorso.

Novità valide anche per le prove in fase di svolgimento

L’Art. 248 prevede che, su richiesta delle singole amministrazione, la Commissione RIPAM possa modificare le procedure dei concorsi già banditi o in parte già svolti, prima dell’entrata in vigore del Decreto. Tali modifiche possono riguardare solo l’utilizzo degli strumenti informatici e digitali per lo svolgimento delle prove preselettive e scritte e lo svolgimento della prova orale in videoconferenza, facendo sempre in modo da garantire la pubblicità della prova.

Nuove procedure applicabili da tutte le Amministrazioni Pubbliche

L’Art. 249 prevede che a partire dalla data in cui entrerà in vigore il decreto e fino al 31 dicembre 2020, le disposizioni previste dagli artt. 247 e 248 possono essere applicate dalle singole amministrazioni pubbliche su base volontaria.

Come è noto, per amministrazione pubbliche si intendono, tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

In sostanza tutte queste misure potranno essere applicate anche ai concorsi, in atto o futuri, banditi da altre amministrazioni anche in deroga alle disposizioni di settore dei rispettivi ordinamenti.

7 luglio 2020