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Concorsi

Il Ministero dei Beni Culturali assume 1052 diplomati. Domande entro il 23 settembre

Atteso per diversi mesi, il bando è stato pubblicato nella GU n. 63 del 9 agosto: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali seleziona 1052 Assistenti alla fruizione, all’accoglienza e alla vigilanza da impiegare nei musei e nei siti culturali di tutte le regioni italiane.
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Il concorso è il primo di un piano di circa 4 mila assunzioni che, stando a quanto dichiarato dal Mibac, saranno coperte da concorsi da tenere quest’anno e nel 2020. Le procedure concorsuali sono gestite dalla Commissione interministeriale RIPAM (corsi e riqualificazione della PA) e da Formez.

Profilo professionale

Il concorso riguarda n. 1.052 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nella II Area, posizione economica F2, profilo professionale di Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali.

Il Vigilante Mibac non è banalmente un custode museale ma ha compiti più ampi che hanno a che vedere con l’accoglienza turistica: riceve i visitatori e fornisce informazioni storiche e artistiche anche in lingua straniera.

Punto fermo resta l’attività di sorveglianza e protezione delle opere, tuttavia li è chiesto di svolgere visite guidate e agevolare la fruizione dei beni tramite la distribuzione degli strumenti disponibili nel sito: brochure, cataloghi, audioguide.  Fondamentali i compiti di security e safety che sono assolte anche tramite sistemi di controllo tecnologici.

Distribuzione dei posti

I vincitori saranno assegnati a posti presso gli uffici del Ministero ubicati nelle seguenti Regioni:

Regione Unità
Abruzzo 30
Basilicata 18
Calabria 64
Campania 200
Emilia-Romagna 51
Friuli Venezia-Giulia 7
Lazio 198
Liguria 48
Lombardia 77
Marche 15
Molise 14
Piemonte 57
Puglia 36
Sardegna 14
Sicilia 2
Toscana 155
Umbria 20
Veneto 46

 

Requisiti

Secondo quanto stabilito dal bando per partecipare al concorso per 1052 posti, accanto ai requisiti classici richiesti per accedere ad un pubblico concorso, è sufficiente il possesso di un titolo del diploma di scuola superiore. Richiesta anche la conoscenza della lingua inglese e capacità di utilizzo di strumenti informatici.

La domanda

La domanda dovrà essere presentata entro il 23 settembre compilando il modulo on line tramite il sistema “Step-One 2019”, all’indirizzo internet https://www.ripam.cloud.

Per la partecipazione al concorso dovrà essere effettuato, a pena di esclusione, il versamento della quota di partecipazione di € 10,00 non rimborsabili in caso di assenza alle prove.

Le prove

Essenzialmente consistono in tre passaggi:

  • preselezione
  • prova scritta
  • colloquio


La prova preselettiva consisterà in un test, da risolvere in sessanta minuti, composto da sessanta quesiti a risposta multipla, di cui quaranta attitudinali per la verifica della capacità logico-deduttiva, di ragionamento logico-matematico, di carattere critico verbale, nonché venti per la verifica del grado di conoscenza di elementi generali di diritto del patrimonio culturale (Codice dei beni culturali e del paesaggio), patrimonio culturale italiano e normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Non è prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti.

La successiva prova scritta consisterà in un altro test a risposta multipla e verterà sulle seguenti materie:

  • elementi di diritto del patrimonio culturale (Codice dei beni culturali e del paesaggio);
  • nozioni generali sul patrimonio culturale italiano;
  • elementi di organizzazione, ordinamento e competenze del Ministero per i beni e le attività culturali;
  • elementi di diritto amministrativo;
  • normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • disciplina del rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.
  •  accertamento della conoscenza della lingua inglese
  • accertamento della conoscenza delle tecnologie informatiche e della comunicazione
  • accertamento della conoscenza di elementi del Codice dell’amministrazione digitale

 

Alla prova scritta sarà assegnato un punteggio massimo di 30 punti. Alla seguente prova orale, consistente in un colloquio interdisciplinare sulle materie della prova scritta, saranno ammessi i candidati che nella prova scritta abbiano conseguito una votazione minima di 21/30 così determinata: - 16,8 punti su 24: per i quesiti sulle materie generali; - 2,1 punti su 3: per i quesiti di lingua inglese; - 2,1 punti su 3: per i quesiti sulle tecnologie informatiche e della comunicazione e sul Codice dell’Amministrazione digitale.

Documentazione

 

 

13 settembre 2019