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Occupazione


a cura di Nicola Cernigoi

Per 676 mila atipici reddito medio sotto i 10 mila Euro.
Il 70 per cento delle collaborazioni nascondono lavoro subordinato

Immagine articolo: Per 676 mila atipici reddito medio sotto i 10 mila Euro. 
Il 70 per cento delle collaborazioni nascondono lavoro subordinato
In Italia i lavoratori parasubordinati nel 2010 erano 1 milione 422 mila. Il 46,9%, pari a 676 mila unità, collaboratori a progetto (co.co.pro.), con un reddito medio di 9.855 euro l’anno. Il 35,1% dei co.co.pro. ha un’età inferiore ai trent’anni e il 28,7% tra i 30 e i 39 anni. L’84,2% dei co.co.pro. è caratterizzato da un regime contributivo esclusivo e non ha quindi un’altra occupazione: si tratta di 569 mila lavoratori, il cui reddito medio scende a 8.500 euro. E’ quanto rileva l’Isfol sulla base dei primi risultati di un progetto di ricerca sul lavoro parasubordinato basato su dati di fonte Inps.

Tipologie di lavoro subordinato
tab. 5558-1


Il secondo aggregato di parasubordinati per consistenza numerica comprende quasi 500 mila contribuenti alla gestione Inps, composto da amministratori e sindaci di società, con età media sensibilmente più elevata rispetto ai co.co.pro e con un reddito medio significativamente superiore, cioè oltre 31.000 euro annui. Va infine aggiunto un ulteriore gruppo di contribuenti meno omogeneo (collaborazioni occasionali, dottorati di ricerca, borse di studio, collaborazioni presso la P.A., ecc.), composto da 270 mila lavoratori, con un reddito medio annuo pari a poco più di 11.000 euro.

Atipici per età, sesso, area geografica
tab. 5558-2


La crisi ha colpito anche i parasubordinati

Nel periodo 2005-2010 il numero dei parasubordinati ha subito un andamento ciclico. Negli anni di crescita economica, 2006 e 2007, si sono raggiunti i valori massimi mentre si è registrata una diminuzione nel biennio 2009-10. Complessivamente gli uomini rappresentano circa il 58 % del totale, con un reddito medio quasi doppio rispetto a quello delle donne.

Obbligo di presenza e orario da rispettare in sette casi su dieci

Alcuni indicatori ricavati dall’indagine Isfol-Plus consentono di verificare il grado di subordinazione al quale è sottoposto il lavoratore. L’Istituto evidenzia che oltre il 70% dei collaboratori è tenuto a garantire la presenza presso la sede di lavoro, il 67% ha concordato un orario giornaliero con il datore di lavoro e il 71% utilizza nello svolgimento della prestazione mezzi e strumenti del datore di lavoro. Inoltre, più del 70% dei collaboratori dichiara che la forma di contratto non deriva da una sua scelta ma da una richiesta del datore di lavoro. Segnali che confermano che le co.co.pro. sostituiscono o nascondono forme di lavoro subordinato.

Collaboratori pagati il 40 per cento meno dei dipendenti

La retribuzione media annua è di circa 9.900 euro, contro gli oltre 16.000 euro dei lavoratori dipendenti. Uno scarto notevole, evidenziato dall’Isfol attraverso le prime anticipazioni di un progetto di ricerca sul lavoro parasubordinato basato su dati di fonte Inps. Particolarmente accentuato anche il divario che, nell’insieme dei collaboratori, separa in termini retributivi le donne dagli uomini. La componente femminile, infatti, ha un reddito medio annuo di circa 7.400 euro mentre quella maschile di circa 12.700. Va notato, inoltre, che tra i lavoratori dipendenti gli uomini sono in numero maggiore delle donne (rispettivamente 56% e 44%); viceversa tra i collaboratori questo rapporto è invertito (47% e 53%).

Confronti retributivi
fig. 5558-3


Contratti applicati alle fasce deboli: giovani e donne

La retribuzione media annua è di circa 9.900 euro, contro gli oltre 16.000 euro dei lavoratori dipendenti. Uno scarto notevole, evidenziato dall’Isfol attraverso le prime anticipazioni di un progetto di ricerca sul lavoro parasubordinato basato su dati di fonte Inps. Particolarmente accentuato anche il divario che, nell’insieme dei collaboratori, separa in termini retributivi le donne dagli uomini. La componente femminile, infatti, ha un reddito medio annuo di circa 7.400 euro mentre quella maschile di circa 12.700. Va notato, inoltre, che tra i lavoratori dipendenti gli uomini sono in numero maggiore delle donne (rispettivamente 56% e 44%); viceversa tra i collaboratori questo rapporto è invertito (47% e 53%).

Risorse Web sul lavoro atipico

Atipici e atipiche in rete, realizzato dalla Regione Emilia-Romagna, si rivolge a tutti e tutte coloro che, per necessità o per scelta, sono lavoratori parasubordinati o autonomi. Informazioni sui diritti, servizi e consulenza professionale, occasioni per conoscersi e fare rete. www.atipici.net

NIdiL CGIL (Nuove Identità di Lavoro) è la struttura sindacale della CGIL che rappresenta dal 1998 i lavoratori in somministrazione (ex interinali) ed i lavoratori atipici. Informazioni, tutele sindacali, vertenze. www.nidil.cgil.it


1 maggio 2012

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