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Post laurea


a cura di Nicola Cernigoi

Scegliere un master della Scuola Sant’Anna
per dare valore aggiunto al proprio futuro

Intervista ad Andrea de Guttry Direttore della Divisione Alta Formazione
Immagine articolo: Scegliere un master della Scuola Sant’Anna 
per dare valore aggiunto al proprio futuro Sant’Anna è una Scuola Superiore Universitaria che si caratterizza per l’integrazione tra formazione e ricerca e per lo stretto legame con il tessuto produttivo. L’offerta di master post laurea è limitata a pochi titoli specialistici che assicurano straordinarie possibilità di inserimento nel mercato del lavoro, in posizioni di responsabilità. Per accedere ai Master è necessario essere in possesso di un ottimo curriculum di studi, tuttavia la Scuola non è alla ricerca di «geni» ma di studenti brillanti, disposti a mettersi in gioco valorizzando esperienze compiute al di fuori del percorso formativo. Inoltre considerando le borse di studio, i servizi e il supporto logistico messi a disposizione dalla Scuola, i costi di frequenza di un Master Sant'Anna possono essere più bassi rispetto ad altre Università pubbliche e private. Per conoscere meglio l’offerta post laurea della Scuola abbiamo intervistato Andrea de Guttry Direttore della Divisione Alta Formazione della Scuola Sant'Anna.

D. - Sant’Anna, Normale, Università: Pisa è una città di provincia ma è un punto di riferimento per la formazione d’eccellenza: quali sono le peculiarità del modello pisano?

R. - Il così detto modello “pisano” è il risultato di una lunga storia di integrazione tra educazione e formazione alla ricerca che ha costituito e continua a costituire il punto di riferimento più avanzato nell’ambito della formazione d’eccellenza a livello nazionale. Sicuramente la presenza di tre prestigiosi atenei e di un centro di ricerca come il CNR nella stessa realtà sono un motore unico in grado di promuovere interazioni, collaborazioni e sinergie che costituiscono uno stimolo continuo alla ricerca e all’innovazione. In questo ambiente la Scuola ha saputo trasformarsi ed ampliarsi aggiungendo alle strutture collegiali anche strutture di ricerca avanzata. Tutto ciò permette la formazione di talenti capaci di proporsi come élite intellettuale e costituisce il tratto distintivo della nostra Istituzione che ha fatto del perseguimento dell’eccellenza la propria Missione.

E’ possibile esportarlo in contesti più grandi?

Nel complesso in Italia vi sono molte realtà significative e importanti che si sono affermate a livello internazionale per i risultati che la ricerca condotta nei loro Atenei ha saputo produrre. Ogni realtà ha sviluppato propri “modelli” ed è opportuno che tutte queste costituiscano un’unica rete affinché le diverse peculiarità diventino patrimonio comune e ognuno si confronti con le best practices dell’altro. Più che esportare modelli si tratta di mettere in rete le eccellenze presenti nel nostro Paese.

Scuola Sant’Anna è nata nel 1987, in pochi anni è stata capace di una crescita sorprendente, quali sono state le fonti di finanziamento? In che misura vi coinvolgono e come fronteggiate i tagli all’Università e alla ricerca introdotti di ministri Gelmini e Tremonti?

La Scuola è un attore molto particolare nel Sistema di Istruzione Superiore Italiano ed opera in un contesto che ha un ordinamento disegnato per governare, gestire e finanziare istituzioni universitarie di ben altre dimensioni e di diversa natura. In questo quadro, infatti, non esiste un concreto programma di finanziamento delle istituzioni per la formazione di eccellenza. Inoltre, una serie di provvedimenti e leggi, tra cui la Legge 1/2009 e il DDL 78/2010, impongono misure restrittive dettate dagli obiettivi generali di contenimento della spesa pubblica, ma che incidono notevolmente sul funzionamento del sistema universitario. Pertanto le possibilità di sostenere una crescita per la Scuola ricorrendo esclusivamente al finanziamento pubblico sono molto basse. La Scuola dovrà continuare a farsi promotrice di una crescita e valorizzazione di un sistema di istituzioni a statuto speciale, valorizzando la propria missione nell’ambito della formazione e ricerca, per ottenere riconoscimento del proprio status di università speciale dove possono essere sperimentati percorsi alternativi e virtuosi di reclutamento e gestione del personale della ricerca. Da sempre la Scuola ha dimostrato di essere in grado di collaborare con istituzioni, imprese e pubbliche amministrazioni per attivare progetti di ricerca e sviluppo che favoriscano la formazione e la valorizzazione di nuove competenze, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo complessivo del paese e della comunità internazionale. L’elevato rapporto fra risorse proprie per la ricerca e docenti strutturati e il numero di spin-off generate sono due parametri sui quali la Scuola ha un primato a livello nazionale. La sfida della Scuola oggi è sviluppare e sperimentale un modello in cui anche la formazione potrà essere sostenuta da risorse esterne non provenienti da finanziamenti ministeriali.

L’offerta di master post laurea della Scuola è limitata a pochi titoli molto specialistici e di ambiti scientifici lontani tra loro.

I nostri Master sono ideati, organizzati e realizzati prestando particolare attenzione alla qualità dell’offerta formativa e alle esigenze e aspettative di allievi e di enti committenti. Ogni volta che la Scuola tramite le sue strutture interne progetta e realizza un Master cerca di rispettare alcune caratteristiche che ritiene fondamentali per realizzare un percorso formativo dinamico, flessibile e soprattutto eccellente: forte integrazione tra ricerca e formazione; avanzate tecniche di insegnamento e di apprendimento; approccio interdisciplinare; internazionalizzazione; sviluppo personalizzato delle iniziative; orientamento al futuro. Queste scelte ci consentono di organizzare Master di alto livello che si distinguono per un forte approccio interdisciplinare e applicato, metodi didattici attivi, intensa interazione con il corpo docente, forme avanzate di collaborazione con enti e imprese, strumenti di orientamento vocazionale, alto livello di placement.

In Italia l’offerta di master universitari è molto ampia, ma la didattica spesso trascura le competenze operative che tanto piacciono alle aziende, forse perché ad insegnare sono docenti universitari, piuttosto che esperti ed imprenditori…

Una diretta conseguenza di quanto detto nella risposta precedente è proprio la selezione dei docenti dei nostri Master. La Scuola da sempre riesce a far collaborare nello stesso Master i propri docenti interni con esperti, studiosi e manager delle principali realtà produttive nazionali e internazionali. Il Master in Management, Innovazione e Ingegneria dei Servizi, ad esempio, annovera nella propria faculty manager di aziende quali Ansaldo Energia, Finmeccanica group services, Banca Cr Firenze, IBM, Brembo, Intesa San Paolo, CDC Point, Poste italiane, Coop Italia, Centro ricerche Fiat, Telecom, Elsag datamat, Vodafone e Ericson. Per fare un altro esempio in un settore diverso, possiamo citare il Master in Human Rights and Conflict Management. In questo Master i docenti sono selezionati tra accademici, diplomatici, responsabili di organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, Unione Europea, ecc.) e di Organizzazioni Non Governative (ONG).

Un master Sant’Anna è un ottimo trampolino di lancio per entrare nel mondo del lavoro; di contro essere ammessi ai vostri master sembra molto difficile….

Per poter realizzare un master di alto livello oltre a un corpo di docenti selezionato è necessario avere anche una classe di allievi che sia motivata, disposta ad imparare ed a mettersi in gioco per costruire il proprio futuro. Per questo quando selezioniamo i nostri allievi diamo molta importanza sia alla formazione pregressa sia alle motivazioni espresse da ogni candidato. Ovviamente diamo sempre più valore alla conoscenza delle lingue e in particolare dell’inglese. In una realtà sempre più internazionalizzata è fondamentale che i nostri allievi perfezionino continuamente la conoscenza dell’inglese. Infine, molti dei nostri Master tendano a valorizzare le esperienze che gli allievi hanno fatto al di fuori del percorso formativo curriculare richiesto dal sistema universitario. Questo elemento è utile per cercare di capire la capacità di flessibilità dello studente e la sua propensione ad ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e di esperienze.

Parliamo di soldi; un candidato brillante ma povero che può fare?

Per quanto possibile cerchiamo di assistere i nostri allievi e di facilitare la loro partecipazione ai Master attraverso l’erogazione di borse di studio, riduzione della quota di iscrizione e attivazione di un ampio pacchetto di facilitazioni che comprendono vari servizi logistici. Le borse di studio vengono messe a disposizione da ogni Master ricorrendo a risorse stanziate sia dalla Scuola sia dagli enti esterni partner. Un esempio sono le borse di tirocinio formativo che abbiamo finanziato grazie ai fondi FSE messi a disposizione dalla Regione Toscana. Un altro esempio possono essere le borse messe a disposizioni da enti quali INPDAP, nel caso del Master in Gestione e Controllo dell’Ambiente, o da soggetti privati, come nel caso dei partner del Master in Management, Innovazione e Ingegneria dei Servizi. Infine si deve anche ricordare la possibilità offerta, ed utilizzata da molto allievi italiani dei nostri Master, dalle varie Regioni e province in tema di voucher formativi che consentono ai richiedenti di spendere il voucher presso qualsiasi università al fine di conseguire un Master.

Andrea de Guttry, nota biografica

Andrea de Guttry è Professore ordinario di Diritto internazionale e Direttore della Divisione Alta Formazione della Scuola Superiore Sant’Anna dal 2000; Direttore del laboratorio internazionale di ricerche su "Conflict, Development end Global Politcs" e Direttore di “International Training Programme for Conflict Management” nel cui ambito sono stati organizzati circa 500 corsi di formazione per il personale civile interessato ad operare in missioni internazionali di risposta alle emergenze (peacekeeping, assistenza umanitaria, monitoraggio elezioni, monitoraggio dei diritti umani ecc.).

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3 novembre 2010

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