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Normativa, Previdenza


a cura di Nicola Cernigoi

Lavoro occasionale accessorio, crescono le prestazioni.
«Voucher» distribuiti anche in tabaccheria

Uno strumento contrattuale per contrastare il lavoro nero
Immagine articolo: Lavoro occasionale accessorio,  crescono le prestazioni. 
«Voucher» distribuiti anche in tabaccheria Grazie ad una convenzione tra INPS e FIT dalla metà di aprile in sei regioni italiane i buoni lavoro (o voucher) potranno essere distribuiti e incassati anche nelle rivendite di tabacchi e valori bollati. Le regioni coinvolte sono Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. Il voucher, strumento introdotto dalla Legge Biagi, ha lo scopo di togliere dall’area del lavoro nero e irregolare tutte le attività definite saltuarie, o più correttamente lavoro occasionale e accessorio. I buoni lavoro distribuiti tra lo scorso agosto ed il mese di febbraio sono stati 4,1 milioni (equivalenti a 10 euro cadauno). La vendita è stata condotta secondo i due canali già attivi: il voucher cartaceo, distribuito presso le sedi Inps e il voucher telematico, che si può utilizzare tramite il sito istituzionale INPS. Ma analizziamo quali sono i vantaggi, i limiti e le procedure legate a questa tipologia contrattuale.

Un contratto di lavoro atipico ma non troppo. Già 55 mila i lavoratori coinvolti.

La finalità è regolamentare i rapporti di lavoro occasionali e a carattere saltuario, con l’obiettivo di far emergere attività confinate nel lavoro nero, tutelando in tal modo lavoratori che usualmente operano senza alcuna protezione assicurativa e previdenziale. I periodi di lavoro sono pienamente riconosciuti ai fini pensionistici, la copertura previdenziale è assicurata dall’INPS, quella assicurativa attraverso l’INAIL, non sono contemplate però prestazioni di sostegno al reddito come assegni familiari, maternità ecc. L’applicazione del contratto è limitata ad alcuni settori di attività e vincolata a precisi volumi d’affari: imprese agricole con fatturato inferiore a 7 mila euro, per lo svolgimento di attività stagionali; imprese familiari del commercio, turismo e servizi con fatturato massimo di 10 mila euro; lavoro domestico occasionale (ma anche eventi sportivi, culturali e fieristici, insegnamento privato). Per tutti gli altri settori produttivi il contratto può essere applicato solo a lavoratori appartenenti alla categoria dei giovani studenti (under 25), pensionati, casalinghe, cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia e, in via sperimentale per il 2010, anche a coloro che percepiscono prestazioni integrative del salario o a sostegno del reddito, come i cassaintegrati e lavori in mobilità. I collaboratori possono svolgere attività occasionale fino ad un limite di 5 mila Euro netti per singolo committente nell’anno solare, per cassaintegrati e lavoratori in mobilità il limite è di 3 mila Euro ma per singolo anno solare. I voucher distribuiti a tutto febbraio in Italia sono 4,1 milioni di pezzi equivalenti a 10 euro ciascuno. I prestatori d’opera pagati con voucher sono stati oltre 55 mila, più uomini che donne (in rapporto di tre a uno), oltre il 22% sono ragazzi sotto i 25 anni di età, mentre quasi il 40% sono persone oltre i 65 anni. La recente possibilità di remunerare prestatori di lavoro occasionale e accessorio anche da parte della committenza pubblica ha portato alla vendita di oltre 100 mila voucher.

Il sistema dei «voucher» sbarca nelle tabaccherie Un modo legale per retribuire i «mac jobs»

Il ricorso ai buoni lavoro è limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre è escluso che una impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi come nel caso dell’appalto o della somministrazione. L’acquisto dei buoni lavoro può avvenire mediante procedura cartacea o procedura telematica. I voucher cartacei sono disponibili su tutto il territorio nazionale, presso le Sedi INPS e da metà aprile in Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia, anche presso la rete delle tabaccherie della FIT, mentre l’incasso da parte del lavoratore è garantito sia dalla rete delle tabaccherie che da tutti gli uffici postali sul territorio nazionale. Il valore nominale del buono è di 10 Euro e comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell'INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; di quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio (5%). Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro. Grazie ai voucher il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto. Dall’altro lato il lavoratore può integrare le sue entrate attraverso le prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Il compenso dei buoni lavoro è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici. In queste settimane la rete distributiva si è arricchita di 5 mila le tabaccherie aderenti alla FIT ma si tratta di un numero in rapida crescita, che potrebbe essere di 15 mila già entro la fine del 2010, ciò favorirà l’ulteriore diffusione di questa dispositivo contrattuale. «Per l’Inps è una collaborazione molto importante: la rapida diffusione dei voucher – commenta il presidente dell’Istituto, Mastrapasqua – deve poter contare su una crescente facilità di vendita e di incasso. Già con “reti amiche” abbiamo avuto modo di operare insieme alla rete dei tabaccai per alcuni tipi di pagamenti; questa convenzione è mirata alla semplificazione dell’uso del voucher, in sintonia con l’estensione nell’uso dello strumento prodotta dalla recente legge finanziaria».

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7 aprile 2010

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