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a cura di Fabrizio Leonardi (ETAss)

Come costruire un curriculum efficace
per essere tra i più in vista nella fase di screening

Immagine articolo: Come costruire un curriculum efficace
per essere tra i più in vista nella fase di screening Molti lo trascurano, molti pensano che basti il profilo o un titolo per arrivare a sostenere l'atteso colloquio di lavoro. Ma il primo passo per poter emergere è quello di realizzare un curriculum vitae efficace ed efficiente, professionale e, sopratutto, che catturi l'attenzione del selezionatore che sta facendo lo screening. Vediamo come si realizza un curriculum, quando scegliere un formato professionale tra quelli offerti da Word, oppure quando realizzarlo in formato europeo; vediamo come si personalizza il curriculum; vediamo come far emergere gli aspetti più interessanti per il selezionatore e, soprattutto quale sia la strategia “vincente” per poter emergere.

Costruire il curriculum vitae: analisi dei contenuti e strategie di realizzazione

Come realizzare un curriculum che possa emergere tra i tanti? Come farsi “addocchiare” dai responsabili della selezione? Un selezionatore del personale riceve mediamente tra i cinquanta e i duecento curricula al giorno; deve quindi fare una prima selezione sulla mole di carta che riceve. Come superare questo primo scoglio? Innanzitutto scrivere un curriculum vitae chiaro, sintetico e dove le informazioni importanti possano essere subito evidenti. Un curriculum di otto pagine, dove ce ne sono almeno cinque riguardanti l'istruzione e dove vengono indicati persino i seminari di un giorno può anche essere visto negativamente dal selezionatore che, come detto, non ha tempo da perdere. “Ho visto un curriculum vitae di settantadue pagine”, dice Davide Z., selezionatore presso un importante società di consulenza, “ma era di un medico professore universitario di fama internazionale, spesso intervistato in televisione per le sue ricerche pionieristiche. Insomma, comprensibile”. Sì, ma casi del genere rappresentano l'eccezione e, sopratutto, lo sì fa se uno può permetterselo! Non scrivere più di tre o quattro pagine e, sopratutto mettere in risalto le informazioni salienti. Primo, dove si abita. A meno che non vi stiate candidando ad un ruolo di management, nella maggior parte dei casi essere domiciliati nelle vicinanze (tra zero e cinquanta chilometri) è fondamentale. Distanze eccessive, anche se automuniti, faranno propendere per altre candidature. Se avete avuto esperienze lavorative significative – anche di stage -, indicatele chiaramente e con precisione nel curriculum; il selezionatore vuole sapere: periodo, nome dell'azienda, ruolo, principali attività svolte (e queste informazioni devono essere subito reperibili). Mettete in risalto, prima degli studi compiuti, le conoscenze linguistiche ed informatiche, evitando di “barare”. Facendo la premessa che il curriculum deve riportare solo informazioni veritiere, bisogna anche tener conto che se indichiamo livelli di conoscenza diversi da quelli reali e veniamo testati dall'azienda, faremmo solo una brutta figura. Alcuni autori paragonano la ricerca del lavoro ad una selezione darwiniana e questa metafora indica che a vincere (e a trovare un posto di lavoro) è sì il migliore, ma è anche vero che il migliore lo è sul campo e non sulla carta. Morale? Non dire di avere un inglese fluente quando a malapena si capiscono i film sottotitolati; e non sostenere di avere competenze informatiche come quelle di Sergey Brin, uno dei padri di Google, se non sapete nemmeno cos'è un browser. Infine, bisogna indicare chiaramente gli studi compiuti, istruzione superiore e universitaria. Indicate il periodo di studi, il titolo della tesi, il nome del professore e il punteggio finale. Indicate anche eventuali master post laurea e corsi di formazione seguiti. Bisogna anche indicare i seminari di un giorno? Sì, ma solo se non avete null'altro da aggiungere. Come detto prima, evitate di scrivere dieci pagine di seminari giornalieri!

Elementi complementari per rispondere ad un annuncio di lavoro

Una cosa molto importante è essere precisi nello scrivere cose corrispondenti al vero. Va bene abbellirsi, va bene truccarsi per diventare ancora più belli, ma non bisogna ricorrere, per così dire, all'intervento di un chirurgo plastico. Indicate la vostra reale disponibilità ad effettuare trasferte sul territorio nazionale e internazionale. Non barate! Siete alla ricerca di un lavoro possibilmente appagante e non alla “disperata” ricerca di una sistemazione. Se non ve la sentite di fare trasferte non dite che siete disponibili, piuttosto soprassedete sull'argomento per poi eventualmente chiarirlo in sede di colloquio. E in sede di colloquio, approfondite anche la frequenza di tali spostamenti. Indicare sport di squadra come hobby o attività nel tempo libero, non praticandoli, ma sapendo che questa innocente bugia potrebbe rendervi più interessanti per i selezionatori che cercano sicuramente persone adatte a lavorare in team, potrebbe rappresentare sì una buona astuzia, ma dovete anche chiedervi perché voi preferite di più attività individuali...forse non siete interessati ad entrare in un team? Altra cosa importante è la lettera motivazionale: scrivetela solo se vi viene richiesta. Molto spesso i selezionatori non hanno fisicamente il tempo necessario per leggere le lettere motivazionali, anche se ben scritte e anche se da esse potrebbero ricavare delle informazioni utili sul candidato. Quindi, per evitare di intasare scrivanie con della carta in surplus, inviate una lettera motivazionale solo nel caso in cui vi venga esplicitamente fatta richiesta. Altra cosa importante se dovete inviare il curriculum tramite e-mail: scrivete poche righe, come prevede la net etiquette e non riscrivete una lettera motivazionale. E sempre in tema di invii e di presentazioni, sapendo che tutti utilizzano la funzione di “inoltro” della posta, per non dover riscrivere il testo, abbiate almeno l'accortezza di verificare che il nome della persona o dell'azienda a cui state inviando il curriculum sia corretto. Sembra un errore grossolano, ma molti selezionatori riferiscono di aver ricevuto e-mail con intestazioni e aziende differenti dalle loro. Si può immaginare come vengano interpretate sviste così innocenti e che fine faccia il curriculum del (ex) potenziale candidato. Infine è corretto dire che sarebbe importante profilare al massimo il proprio curriculum, sopratutto se la vostra esperienza è variegata e tocca campi anche estremamente differenziati. Ad esempio uno psicologo che insegni informatica o tenga corsi di computer e che abbia quindi le qualifiche per farlo, dovrebbe mettere in testa al curriculum queste esperienze e solo dopo la sua laurea di tipo umanistico o le esperienze in campo psico-sociale, perché questo potrebbe creare dubbi e perplessità nel selezionatore che sta cercando un candidato per un ruolo informatico. Quindi è sempre meglio realizzare più curricula, estremamente specialistici e poi approfondire le proprie capacità e attitudini in sede di colloquio. Infine una parola sul curriculum in formato europeo. Ad oggi viene utilizzato esclusivamente per candidature nel settore pubblico o laddove viene richiesto esplicitamente. In tutti gli altri casi utilizzate i formati standard forniti da Word o da altre suite Office, che sono ancora i più familiari per i selezionatori.

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10 ottobre 2008

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