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a cura di Redazione Jobonline (ETAss)

Guida tecnica al Trattamento di Fine Rapporto:
capire uno strumento prezioso per i lavoratori.

Immagine articolo: Guida tecnica al Trattamento di Fine Rapporto:
capire uno strumento prezioso per i lavoratori. Il trattamento di fine rapporto (anche conosciuto come “liquidazione”) è la somma che viene corrisposta dal datore di lavoro al dipendente al termine del rapporto di lavoro, indipendentemente dal motivo per cui esso termina (dunque anche in caso di licenziamento sia per giusta causa, sia per giustificato motivo) . Dal 1 gennaio 2007 entra in vigore la riforma della previdenza complementare attuata con il decreto legislativo n. 252/2005: essa riguarda tutti i lavoratori dipendenti e autonomi.

Che cos’è il Trattamento di Fine Rapporto: come calcolarlo e come ottenerne un anticipo

TFR è l'acronimo di Trattamento di Fine Rapporto. E' parte integrante del salario lordo, ma non disponibile immediatamente: è infatti uno dei pilastri del sistema previdenziale italiano. Al termine di un rapporto di lavoro, il dipendente ha diritto (qualunque sia la causa dell’interruzione) ad una somma di denaro comunemente chiamata Tfr. Il Tfr maturato in un anno è calcolabile, salvo diversi accordi previsti dai contratti collettivi nazionali, dividendo la retribuzione annuale (comprensiva di tredicesima e quattordicesima) per 13,5. Calcolando i contributi dello 0,5% da destinare all’Inps, la quota accantonata annualmente è pari al 6,91% della retribuzione utile. Gli importi accantonati sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat. Se l'azienda fallisce o è inadempiente al momento della liquidazione (interruzione del rapporto di lavoro) oppure di una richiesta di anticipo, l'INPS garantisce per il soggetto privato e paga la somma dovuta. Il lavoratore che abbia almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro può, in caso di bisogno, richiedere un anticipo del Tfr maturato fino a quel momento. Questo anticipo, che non può essere superiore al 70% del totale, si può ottenere in due casi: l’acquisto della prima casa per sé o per i figli, oppure per trattamenti sanitari riconosciuti dalle strutture di pubblica competenza. Le spese mediche devono essere necessariamente straordinarie e riconosciute come necessarie e di rilievo, sia dal punto di vista della salute del paziente sia dal punto di vista economico da una struttura pubblica. Una volta che la richiesta è stata accettata il lavoratore può decidere di farsi curare anche privatamente, senza che ciò interferisca nell’erogazione del Tfr. Inoltre non si è tenuti alla presentazione di preventivi o fatture.

La riforma: la scelta della destinazione del Tfr e il meccanismo di silenzio assenso

La funzione della previdenza complementare è quella di permettere al lavoratore di integrare con le prestazioni pensionistiche aggiuntive la pensione di base corrisposta dagli Enti di previdenza obbligatoria. In base a quanto previsto dal disegno di legge finanziaria, dal 1° gennaio 2007 ciascun lavoratore dipendente può scegliere se destinare il proprio futuro Trattamento di Fine Rapporto alle forme pensionistiche complementari o mantenere il Tfr presso il datore di lavoro. Questa scelta deve avvenire entro un tempo limite, cioè il 30 giugno 2007 per i lavoratori in servizio al 1° gennaio 2007, o entro 6 mesi dalla data di assunzione se avvenuta successivamente, e deve essere espressa dal dipendente con una dichiarazione scritta indirizzata al proprio datore di lavoro. Se una volta scaduti questi termini il lavoratore non esprime alcuna indicazione, in base al meccanismo di silenzio - assenso, il datore di lavoro destinerà automaticamente il Tfr nel modo previsto dai contratti collettivi nazionale o con altra firma prevista da un accordo aziendale. In assenza di specifico accordo, alla forma alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell’azienda. La destinazione verso una forma pensionistica complementare riguarda esclusivamente il Tfr futuro: il Tfr maturato fino alla data di esercizio dell’opzione resta accantonato presso il datore di lavoro. Ogni forma pensionistica complementare non può essere revocata successivamente, mentre viceversa la decisione di mantenere il Tfr presso il proprio datore di lavoro può essere sempre revocata in favore di una forma pensionistica complementare.

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26 febbraio 2007

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