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a cura di Anna Calligaris

Il Collaboratore amministrativo.
Nei Ministeri, nelle ASL, nella PA

Immagine articolo: Il Collaboratore amministrativo.
Nei Ministeri, nelle ASL, nella PA La dicitura di "collaboratore amministrativo" identifica il vincitore di un concorso a carattere amministrativo, bandito da enti locali, regionali o ministeriali, aziende sanitarie locali. Le aree di appartenenza sono quelle: - amministrativa ed economico-finanziaria - tecnico-progettuale - culturale - di vigilanza - CED (Centro Elaborazione Documenti) - Socio-educativa o socio-sanitaria

Caratteristiche e mansioni

Questa figura si inquadra nella categoria B, posizione economica tre, corrispondente al quinto livello del passato ordinamento. La categoria B individua i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da conoscenze specialistiche a contenuto operativo e responsabilità di risultati parziali rispetto a processi amministrativi più generali. Il collaboratore amministrativo impiegato nelle ASL invece, con il nuovo CCNL del comparto Sanità, si colloca nella categoria D, la più alta fra quelle previste, con inquadramento e stipendio più elevati. La retribuzione mensile netta è variabile da ente ad ente, ma in linea generale si può dire che la base di partenza si colloca all'incirca sui 1000 € netti mensili. Il profilo del collaboratore professionale amministrativo identifica una figura impiegatizia generica e pertanto impiegabile in uffici e servizi di natura varia e diversa. Le sue mansioni riassumono un insieme di attività: - a carattere istruttorio - raccolta ed elaborazione di dati ed informazioni - attività di tipo amministrativo-contabile - la redazione di atti e provvedimenti in videoscrittura o foglio elettronico - coordinamento di uno staff nell'ambito dell'ufficio.

Ulteriori mansioni

Questa posizione lavorativa è contraddistinta da una certa autonomia e discrezionalità operativa e gestionale, sempre nel rispetto delle disposizioni impartite dal coordinatore dell'ufficio o dal dirigente del settore. E' una figura intermedia fra il personale strettamente esecutivo e la dirigenza, ha responsabilità che concernono sia i risultati delle attività svolte direttamente, sia quelle dell'eventuale gruppo coordinato. Negli enti di piccole dimensioni inoltre il collaboratore spesso si trova a svolgere compiti di maggiore complessità (come ad esempio la preparazione delle proposte di determinazioni dirigenziali o delle delibere di consiglio o di giunta), solitamente attribuiti alle categorie superiori. Tutte queste funzioni esigono il possesso di elevate conoscenze teoriche e competenze professionali. Pertanto è necessaria una preparazione a forte contenuto giuridico, che non trascuri gli aspetti contabili ed economici. Le prove concorsuali solitamente vertono su nozioni di diritto amministrativo e costituzionale e sulle norme sul rapporto di pubblico impiego e sulla contabilità dell'ente ad oggetto.

Requisiti

Il titolo di studio richiesto è in genere il diploma di scuola superiore. Inoltre alcuni concorsi comunali indicano come requisito anche il possesso della patente B. Per profili più specialistici oltre al diploma è necessario l'attestato di frequenza di un corso di formazione, nel settore ad oggetto del concorso, riconosciuto dalla Regione, ovvero la specializzazione professionale debitamente attestata e acquisita con almeno un anno di attività lavorativa nel settore. Come detto questa figura professione può ricadere in diverse categorie: nei concorsi, la categoria D ex 7a qualifica professionale, indetti da enti parastatali come USL, INPS, INPDAP o dal Ministero di Grazia e Giustizia si richiede il possesso del diploma di Laurea. Invece per i concorrenti interni i requisiti richiedenti sono diversi, poiché per essi è necessario solamente del diploma di scuola media superiore accompagnato da un'anzianità di servizio di 5 anni come assistente amministrativo. Ovviamente ad un più elevato livello di requisiti vi sarà una maggior richiesta di competenze, ma anche una maggior retribuzione.

Le prove d'esame

In genere il bando prevede due prove scritte, di cui una a carattere teorico e l'altra teorico-pratico, e una prova orale. Alle volte, nel caso di un numero troppo elevato dei candidati, l'amministrazione si può riservare la facoltà di disporre una prova di preselezione, avvalendosi anche dell'ausilio di aziende specializzate in selezione del personale. La prima prova scritta può riguardare elementi: Diritto amministrativo - Normativa in materia di procedimento amministrativo - Normativa in materia di diritto d'accesso - Normativa in materia di certificazione - Normativa in materia di lavoro nelle pp aa - Normativa in materia di privacy Diritto costituzionale Attività e ordinamento finanziario-contabile degli enti locali (D. Lgs. 77/95) Inoltre le prove possono vertere su materie diverse a seconda dall'ente che indice il concorso: Enti locali Potestà regolamentare degli enti locali: - in materia di tributi e, in particolare, sull'imposta comunale sugli immobili (ICI) - sull'occupazione di spazi ed aree pubbliche - sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani Legislazione amministrativa e penale delle materie di pesca, caccia e detenzione armi.

Le prove d'esame - continua

Sanità e previdenza Legislazione sanitaria nazionale e regionale in materia di lavoro, previdenza, sicurezza. Ministero di Grazia e giustizia Diritto processuale civile e penale Riguardo alla tipologia della prova può consistere: - nella stesura di un tema relativo agli argomenti in oggetto al concorso - nella redazione di un atto amministrativo con verifica dei dati in ingresso e/o uscita - in una serie di domande a risposta multipla La seconda prova scritta, a contenuto teorico-pratico, consiste nella stesura e stampa di un testo (atto amministrativo, verbale, provvedimento, ecc.) riguardante le materie trattate nella prima prova, utilizzando un PC. La prova orale verterà sulle materie delle prove scritte. Le nozioni richieste variano dal diritto costituzionale e amministrativo, con particolare riguardo agli atti amministrativi e al loro controllo, a elementi di legislazione degli enti e delle autonomie locali (Leggi 142/90 e 241/90). Può riguardare anche il rapporto di pubblico impiego (responsabilità e diritti dei dipendenti pubblici), o cenni di diritto civile, penale, e tributario. In base agli enti si possono trovare ulteriori materie d'esame.

Risorse on line


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26 gennaio 2006

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